HUBERT de GIVENCHY

(1927; Francia) Quando Givenchy esce come stilista con Jacques Fath (che era all’apice della sua carriera) rompe con la sua famiglia protestante, perché era impensabile che il loro figlio potesse lavorare in questo campo. Invece quando inizia a lavorare per Robert Piguet, anche lui protestante, la famiglia sembra sostenerlo. Infine da Schiaparelli, Givenchy crea le basi del suo stile grazie all’incontro di artisti che stimolano la sua fantasia, il senso dell’eleganza e l’eccentricità che lo caratterizzano.
Il vero debutto arriva nel 1952 con la “Camicietta Bettina” (nel nome della modella più famosa del momento), ma è l’incontro con Audrey Hepburn, l’anno successivo, che corona il suo successo finale, infatti per tutti lei Nella vita l’attrice indossava solo i suoi vestiti, sia sul set che durante la vita. Audrey diventa la sua musa e donna ideale di bellezza interiore, ingenua e vera, ma allo stesso tempo una donna sicura di sé che sa quello che vuole.

La sua vera passione è Balenciaga e da lui impara ad eliminare tutto ciò che è superfluo e non necessario; quindi usa uno stile elegante ma anche pratico e comodo con un largo uso di balze, balze dai colori e fantasie accese.
Molti sono i capi famosi di questo stilista: l’abito a borsa, il tubino, la gonna a palloncino e gli chemisier.
Nel 1995 decide di ritirarsi definitivamente dal mondo della moda.